martedì 20 febbraio 2007

Chiesa e Massoneria, tre secoli di diatribe


Ben presto la Chiesa Cattolica si accorse della popolarità e della presenza sempre più incisiva della M. nei paesi a maggioranza cattolica e intervenne con il pugno di ferro! Dei principi m. la Chiesa Cattolica, infatti, ha sempre condannato, oltre alla negazione del soprannaturale, i concetti (presunti o effettivi) di naturalismo, deismo, razionalismo, scetticismo, indifferentismo e relativismo, oltre all'anticlericalismo caratteristico soprattutto della M. dei paesi latini del `700-`800.
Il primo passo di una lunga serie d'interventi censori (ben 586!) della Chiesa nei confronti della M. fu compiuto dal papa Clemente XII (1730-1740), che il 4 maggio 1738 emise la bolla di scomunica In Eminenti Apostolatus Specula, alla quale seguirono:
  • Bolla Providas Romanorum Pontificum del 1751 di Benedetto XIV (1740-1758)
  • Enciclica Ecclesiam a Jesu Christo del 1821 di Pio VII (1800-1823)
  • Enciclica Quo Graviora del 1825 di Leone XII (1823-1829)
  • Enciclica Traditi humilitati del 1829 di Pio VIII (1829-1830)
  • Enciclica Qui pluribus del 1846 di Pio IX (1846-1878)
  • Enciclica Humanum Genus del 1884 di Leone XIII (1878-1903)
  • Articolo 2335 del Codice di Diritto Canonico, voluta da Benedetto XV (1914-1922) nel 1917, che ripeteva la scomunica per coloro che avessero aderito alle “sette massoniche”.
  • Enciclica Ecclesiam Suam del 1964 di Paolo VI (1963-1978)
La lunga serie di strali e scomuniche della Chiesa Cattolica contro la M. si stemperò solo nel 1974, quando il cardinale Franjo Seper, Prefetto della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, precisò in una dichiarazione che, pur mantenendosi il divieto ai religiosi di iscrizione alla M. [divieto che peraltro non si è mai applicato ai massimi rappresentanti cristiani non cattolici: sia il primate della Chiesa Anglicana Geoffrey Francis Fisher (1887-1972) che il patriarca di Costantinopoli Atenagora (1886-1972) erano, infatti, m.], si potevano considerare scomunicati solo quei cattolici iscritti ad associazioni “che veramente cospirano contro la Chiesa”, quindi senz'altro non più la M. del XX secolo. Nove anni dopo, nel 1983, due segnali abbastanza contrastanti provenienti dalla Chiesa Cattolica riaprirono il dibattito:
  • Da una parte, la stessa Congregazione per la dottrina della Fede (con a capo il cardinale Joseph Ratzinger, l'attuale Papa Benedetto XVI) emanò un documento, dove fu ribadito l'atteggiamento negativo della Chiesa verso la M., suscitando un'accesa polemica nell'ambito cattolico caratterizzata da autorevoli voci dissenzienti (come il gesuita Josè Ferrer Benimeli) nei confronti di un'ostinata chiusura verso i m. [pur credenti (almeno la M. d'ispirazione anglosassone) in Dio e nell'immortalità dell'anima], quando la stessa Chiesa Cattolica stava dimostrando disponibilità al dialogo perfino con gli atei.
  • Dall'altra, tuttavia, va anche riportato che il nuovo Codice di Diritto Canonico, promulgato da Papa Giovanni Paolo II (1978-2005), non contempla più l'iniziazione alla M. come causa di scomunica.


Si veda anche la Dichiarazione vaticana del 26 Novembre 1983 e le corrispondenti riflessioni.

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