mercoledì 21 febbraio 2007

L'Opinione m. 29 del 05.2.07, articolo di Aldo Chiarle


Edizione 29 del 05-02-2007

“Raglio d’asino non giunge in cielo”

di Aldo Chiarle

Dalla saggezza contadina di mio padre ho avuto molti insegnamenti che hanno caratterizzato i miei comportamenti: mi diceva sempre di rispettare tutti, ma soprattutto quelli che non la pensavano come me. E di queste sue parole ne ho fatto norma di vita. Tanto che quando espongo le mie idee e giudizi cerco sempre di farlo con molta obiettività basandomi sui fatti concreti che espongo, per non essere tacciato di diffamazione gratuita. Ma il rispetto deve essere reciproco. Così quando il signor Vescovo di Trapani definisce la Massoneria “piaga dello sviluppo e causa di comportamenti inquietanti”, passa ogni limite guardandosi bene per non incorrere in responsabilità civili e penali di fare nomi, di indicare circostanze e riferimenti precisi a specifiche istituzioni massoniche. Sappia il signor Vescovo di trapani che lanciare sassi e nascondere la mano non è da gentiluomini. Ma gli insulti del Vescovo di Trapani sono stati fatti suoi dal sindaco di Cefalù (di Forza Italia) che non solo ha approvato lo sproloquio, ma ha aggiunto anche del suo: “Occorre fare chiarezza su questo tema perché la Massoneria è piaga dello sviluppo e inquina i comportamenti. Un forte contrasto a questi atteggiamenti, che parte dalla chiesa, è per noi amministratori e cristiani una indicazione da seguire”. Mio padre avrebbe sorriso, chiuso il giornale, e con in mano un ottimo bicchierino di grappa delle sue Langhe, si sarebbe limitato a dire: “Raglio d’asino non giunge in cielo”.

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