lunedì 5 marzo 2007

Massoneria: cosa dice la Chiesa, da l'Avvenire 2 marzo 2007

Avvenire 2 marzo 2007

Massoneria: cosa dice la Chiesa

Un convegno ieri alla Facoltà San Bonaventura:«Inconciliabile la doppia appartenenza»

Da Roma Fabrizio Mastrofini

È possibile un dialogo tra Chiesa cattolica e Massoneria? Intorno a questa domanda ha ruotato, ieri pomeriggio, il seminario organizzato dal Gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa (Gris) a Roma, presso la Pontificia Facoltà Teologica «San Bonaventura» dei Frati minori conventuali. Diversi gli approcci ed i punti di vista che sono stati espressi, concordi però nel partire da una ricognizione sulla storia della Massoneria e dalle disposizioni presenti nel Codice di diritto canonico, sia quello del 1917 sia quello del 1983. Tra i numerosi esperti presenti, monsignor Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria apostolica, ha ricordato che nel mondo cattolico il Magistero esclude la «doppia appartenenza» dei fedeli alla Chiesa ed alla Massoneria, in base ad una critica dottrinale del metodo e della filosofia massonica. Tra l'altro, la posizione attuale della Chiesa è espressa sia dal Codice di diritto canonico sia da una Dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede, secondo cui i princìpi della filosofia massonica sono «stati sempre considerati inconciliabili» con la Chiesa. La Dichiarazione, è stato notato nel corso dei lavori, parla di «associazioni massoniche», al plurale, rilevando sia che «l'iscrizione ad esse rimane proibita» sia che i fedeli eventualmente appartenenti «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa comunione». Anche se - è stato osservato, anche per la presenza del parlamentare Carlo Giovanardi, componente della Prima commissione per gli Affari istituzionali - l'ordinamento statale differisce dalla dottrina della Chiesa sul tema della libertà di associazione. Non è stato dunque escluso in via di principio uno sviluppo dei rapporti; puntualizzando, però, che la Chiesa esclude in maniera puntuale ed esplicita ogni ipotesi di doppia appartenenza. Sono 586 gli interventi magistrali dei pontefici sulla massoneria. Il primo fu di Clemente XII, che il 28 aprile 1738 con la lettera «In eminenti» mise in guardia i credenti contro tale organizzazione.

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