mercoledì 2 maggio 2007

Il sindaco di Gela e gli insulti alla Massoneria

Nel comune di Gela, in provincia di Caltanisetta, il sindaco uscente ha aperto la campagna elettorale vomitando ingiurie contro la Massoneria. Il quotidiano “La Sicilia” del 22 aprile in un articolo a tutta pagine riporta le parole del sindaco uscente, Rosario Crocetta, con il titolo “Mafiosi e massoni, vergognatevi”. Giustamente tempestiva e precisa la risposta della Massoneria, che risponde con una dichiarazione del Gran maestro aggiunto, Massimo Bianchi: “Apprendo con profondo dolore e meraviglia le dichiarazioni del sindaco di Gela, Rosario Crocetta, riportate dal quotidiano ‘La Sicilia’ che, del tutto arbitrariamente, pone sullo stesso piano ‘massoni e mafiosi’, invitando anche i massoni a ‘vergognarsi in quanto vorrebbero che a Gela tutto torni come prima’. Il sindaco oltre a chiedere il sostegno contro la mafia, lo chiede anche contro la Massoneria. Stigmatizzo la violenza verbale elettoralistica e le gratuite offese e condanno vivamente che tali dichiarazioni siano volutamente generiche e che omettano scientemente nomi, circostanze e ogni riferimento a determinate istituzioni massoniche - senza neppure utilizzare l’escamotage della distinzione fra la Massoneria ufficiale e regolare ed eventuali fenomeni deviati e devianti - al fine di aggirare responsabilità civili e penali”. Il Gran maestro aggiunto Massimo Bianchi invita il sindaco a fare chiarezza in un pubblico confronto che potrà avvenire nell’aula consiliare del Municipio, nella pubblica piazza o nella sede massonica. E ribadisce che il Grande Oriente d’Italia di palazzo Giustiniani è una comunione di uomini liberi e critici che vivono la loro militanza in una istituzione che unisce uomini liberi per i quali il rispetto delle leggi dello Stato costituisce un imperativo categorico ed ha nel suo dna la cultura della trasparenza e della legalità e respinge con vibrato sdegno qualsiasi insinuazione di collusione con fenomeni malavitosi, deviati e devianti.

Fonte - L'Avanti, articolo di Aldo Chiarle, 1 Maggio 2007

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