mercoledì 23 maggio 2007

No della massoneria al pm di Potenza: "C’è la legge sulla privacy"


La Repubblica, 20 maggio 2007

Ieri raduno annuale in Piemonte. La replica del gran Maestro del Grande Oriente dItalia di palazzo Giustiniani
"Woodcock non avrà le liste"
No della massoneria al pm di Potenza: "C’è la legge sulla privacy"

TORINO - Grembiuli rossi e bianchi, guanti bianchi che si sfilano. Il tradizionale rito che precede la relazione del Gran Maestro è appena terminato e Henry John Woodcock torna ad essere l'uomo più evocato fra i cinquecento maschi partecipanti al raduno annuale delle 68 logge massoniche di Piemonte e Valle d’Aosta, ieri di casa al Lingotto di Torino. Ma il diritto ufficiale di replica spetta a Gustavo Raffi, avvocato romagnolo e gran Maestro del Grande Oriente d´Italia di Palazzo Giustiniani. Un ricco collare verde e all’occhiello della giacca la spilletta con l’effigie di Giuseppe Mazzini: «Se Woodcock mi dice alcuni nomi e mi chiede se sono iscritti da noi nessun problema. Se però pretende l’elenco dei nostri 18 mila e 500 iscritti allora sono di altro parere. Se ha domande da fare le faccia nella forma dovuta. Sono un cittadino di serie A e in Italia esiste la legge sulla privacy. Venga con un provvedimento o mi faccia domande come persona informata dei fatti».
Un invito a prendere un caffè insieme. La relazione annuale aperta al pubblico comincia così, con un messaggio fra l’ironico e il cordiale: «Sono venuti la Levi Montalcini, il fratello di Prodi, il premio Nobel Rigoberta Menchù. Potrà venire anche lui, immagino. Nel ‘93 venne la Digos e andai a Bologna, tranquillissimo». Strano, prosegue il gran maestro, che Woodcock abbia dichiarato che chiederà l’elenco alle prefetture: «Quella legge che imponeva di depositare gli elenchi è stata abrogata dalla legge sulla P2 e a meno che qualche fratello non abbia deciso di consegnarla spontaneamente non è lì che deve chiedere». E guai a parlare di massoneria "deviata": «Quella che noi rappresentiamo è una massoneria che si è aperta alla società, altamente trasparente. Siamo in vetrina e dunque se si parla di massoneria "coperta" non siamo noi. Questo non vuol dire che non ci possano essere dei mariuoli, ma si possono trovare in ogni famiglia e se ci dicono chi sono da noi escono immediatamente. E con regole anche più severe». Una lobby? Un termine che fa sorridere l’avvocato: «Se lobby vuol dire battersi per la scuola pubblica tutelando la dignità di una categoria sottovalutata come quella degli insegnanti, se vuol dire difendere la laicità, insistere sul ruolo fondamentale della ricerca scientifica allora sì, ma non credo che si intenda questo. Iscriversi alla massoneria oggi - e i numeri sono in crescita - significa trovare uno spazio adogmatico, dove gli uomini si confrontano ricercando valori condivisi». (Sara Strippoli)


La Stampa, 20 maggio 2007

Gustavo Raffi, Gran Maestro di Palazzo Giustiniani, risponde all’inchiesta di Woodcock

“Non ci sarà una massonopoli”

“Vuole sapere chi siamo? Venga a prendere un caffè da noi”

Il nuovo obiettivo del pm più famoso d'Italia è la massoneria. Ma i massoni non ci stanno ad apparire come loschi faccendieri. ieri, all'iniziativa di Henry John Woodcock, che da Potenza ha chiesto a tutti i prefetti d'Italia l'elenco degli iscritti alle logge, hanno replicato con durezza. «Non esiste una massonopoli», dice Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, la più importante organizzazione massonica del paese. «La massoneria che noi rappresentiamo è quella che si è aperta alla società, altamente trasparente - insiste - E quando si mette in vetrina non possono esserci personaggi strani, quindi se lui parla di massoneria deviata o coperta non ci riguarda, non ha nulla a che fare con noi. C'è una cosa che mi viene spontanea da dire a Woodcock ed è: venga a prendere un caffè da noi. Abbiamo avuto tanti ospiti illustri, quindi venga anche lui in amicizia a chiederci quello che gli interessa».

L'inchiesta

II primo passo è del maggio 2006 quando il pm di Potenza individuò una pista nel corso dell'inchiesta «Somaliagate» che portò in carcere alcune persone per truffe ai danni di aziende. Al centro di quell'inchiesta c'era il faccendiere Massima Pizza, dal cui interrogatorio emersero varie ipotesi. Una riguardava l'esistenza di una loggia massonica, centro di potere in Basilicata, che si sarebbe finanziata con operazioni legate al petrolio, all'acqua e ai rifiuti e che avrebbe diramazioni in tutta Italia. Nell'interrogatorio Pizza faceva riferimento al coinvolgimento di alti prelati. Quella pista si era inabissata perchè nel frattempo Woodcock si era dedicato a Savoiagate e Vallettopoli. che sono nate una dopo l'altra proprio da agganci di persone o di circostanze: il nome di Vittorio Emanuele di Savoia spunta infatti proprio nell'inchiesta sulla Somalia dall'interrogatorio di Pizza mentre la «Vallettopoli» nasce da un filone d'indagine dell'inchiesta-Savoia. (A.MAS)


Corriere della Sera, 21 maggio 2007

WOODCOCK E GLI ELENCHI

Massoneria, frenata del garante

ROMA – Le richieste della magistratura “devono essere proporzionate alla finalità d’indagine. Se faccio un’inchiesta sulla Calabria devo valutare se non sia sproporzionato chiedere le liste di tutti gli iscritti alla Massoneria in Italia”. Mauro Paissan, dell’ufficio del Garante della Privacy, commenta le richieste del pm Woodcock di Potenza: “Le liste non sono segrete, ma non si combatte una zanzara con una bomba atomica”.


Paissan in un’intervista al Gr Rai ha inoltre dichiarato che le “liste della Massoneria non sono nemmeno a disposizione del primo che passa”, anche se questo non è certo il caso della Magistratura, ribadendo che comunque “deve esserci una finalità determinata e una proporzionalità”.


Grande Oriente d'Italia

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MASSONERIA:PAISSAN, RICHIESTE PM DEVONO ESSERE PROPORZIONATE
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Le richieste della magistratura
devono ''essere proporzionate rispetto alla finalita' di
indagine. Se faccio un'inchiesta sulla Calabria devo valutare se
non sia sproprzionato chiedere le liste di tutti gli iscritti
alla massoneria di tutta Italia''. Mauro Paissan, componente
dell'ufficio del Garante della privacy parla della richiesta
rivolta alla prefetture dal pm di Potenza Henry John Woodcock
di avere gli elenchi di tutti gli iscritti alla Massoneria.
''E' vero che le liste della Massoneria non sono segrete, ma
non sono nemmeno a disposizione del primo che passa'' dice nel
corso di un'intervista al Gr Rai. Certo, riconosce Paissan, il
discorso e' diverso ''quando entra in campo la magistratura''.
Ma in questo caso ''dev'esserci una finalita' determinata e una
proporzionalita': non e' che si combatte una zanzara con la
bomba atomica''.
(ANSA).
FH
20-MAG-07 13:45

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