mercoledì 6 giugno 2007

Continua la crociata di Woodcock contro alcuni Orienti italiani

Molti i reati contestati contro la pubblica amministrazione «Commistione massoneria, affari e politica» Le parole del pm Woodcock sulle indagini delle presunte attività illecite

POTENZA - «Una inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere e specie». La frase eloquente è quella usata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, per descrivere le indagini sulle presunte attività illecite delle logge massoniche sulle quali indaga dal 2005. Anche in questo caso il magistrato potentino ha sviluppato il lavoro investigativo partendo da un filone principale: quello che circa due anni fa portò in carcere, tra gli altri, il faccendiere Massimo Pizza per una truffa ai danni di alcuni imprenditori.

Contro i 24 indagati il magistrato ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione. Per raggiungere questo scopo gli indagati avrebbero promosso e partecipato associazioni segrete vietate dall'art. 18 della Costituzione, in particolare costituendo strutture associative di tipo massonico la cui esistenza è stata occultata. «Ovvero - aggiunge il Pm - venivano tenute segrete congiuntamente finalità e attività sociali, rimanendo sconosciuti, in tutto o in parte, e anche reciprocamente i rispettivi soci».

Dalle intercettazioni e dalle indagini effettuate, gli indagati non apparterrebbero a famiglie massoniche conosciute, quali il Grande Oriente d'Italia (GOI) o la Grande Loggia d'Italia degli antichi liberi accettati muratori (GLDI). Infatti le due organizzazioni create dai personaggi finiti nell'inchiesta, ovvero la Gran Loggia Unita Tradizionale (GLUT) e il Grande Oriente Universale (GOU), non hanno ottenuto il riconoscimento di quelle che sono le organizzazioni massoniche più autorevoli in Italia.

Secondo gli inquirenti, le indagini hanno messo in luce un quadro «piuttosto allarmante» riferito all'attività criminosa perseguita da un gruppo di persone «legate ed espressione di ambienti massonici deviati», riconducibili a logge 'coperte' e cioè a strutture carenti di quelle caratteristiche di pubblicità interna ed esterna e di reciproca conoscenza tra i componenti. Secondo quanto accertato, inoltre, le logge che hanno le connotazioni di un gruppo ‘ben organizzato’ avrebbero una capacità operativa su tutto il territorio nazionale e anche all'estero.

Il Corriere della Sera - 05 giugno 2007

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