mercoledì 6 giugno 2007


Massoneria: Inchiesta Potenza, Gran Maestro aggiunto Bianchi (Goi), «ferma condanna di ogni forma associativa che utilizzi e abusi della denominazione “massoneria”».


(ANSA)Roma 5 giugno 2007. “Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani condanna ancora una volta e con la massima fermezza ogni forma associativa che, utilizzando del tutto impropriamente e abusando della denominazione “Massoneria”, persegua fini contrari a quelli professati dalla Libera Muratoria. Il Grande Oriente d’Italia, nel rigoroso rispetto dei propri principi e delle leggi della Repubblica, non persegue fini affaristici, né di occupazione delle cosa pubblica, né di inquinamento delle attività economiche e, soprattutto, non ha al suo interno logge segrete o coperte. Nessuno tra i 24 nominativi che risulterebbero indagati dal P.M. di Potenza, appartiene al Grande Oriente d’Italia”.
Lo ha dichiarato Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto della maggiore istituzione Libero Muratoria italiana, in merito alla notizie sull’indagine in corso da parte della magistratura di Potenza.
“Come afferma anche il Gran Maestro Raffi – aggiunge Bianchi - la Massoneria che noi rappresentiamo è quella che si è aperta alla società, altamente trasparente e, quando ci si mette in vetrina, non possono esserci dei personaggi strani, quindi, se il P.M. Woodcock parla di “massoneria deviata” o “coperta”, non ci riguarda, non ha nulla a che fare con noi”.
“In materia di legalità e di osservanza dei valori di democrazia, libertà e di dignità – conclude - la nostra Istituzione è da sempre in prima linea. Quanti parlano di massoneria deviata e di logge coperte non si riferiscono affatto alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, che – deve essere chiaro - è la prima vittima di tali fenomeni illegali”.
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sentenza Corte Strasburgo
Nel sito del Grande Oriente d’Italia sarà presto disponibile la traduzione in lingua italiana della sentenza del 31 maggio 2007 con la quale la Corte Europea di Strasburgo ha condannato, per la seconda volta, lo Stato italiano per la violazione della libertà di associazione in pregiudizio dei massoni.
In attesa, segnaliamo che è possibile consultare il documento integrale nel sito in lingua francese della Corte Europea:

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