mercoledì 12 settembre 2007

INIZIATIVA DEL COLLEGIO LOMBARDO

(AGI) - Milano, 10 Settembre
Massoneria e Comune di Como insieme per ricordare l'eroe dei due mondi.
L'occasione e' la realizzazione di una mostra dedicata a Giuseppe Garibaldi e che sara' aperta dal 16 settembre presso i Musei Civici comaschi in occasione del bicentenario dalla nascita del condottiero e patriota. Per realizzare tale mostra si sono uniti anche il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Lombardia del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani. La manifestazione avra' carattere scientifico e si articolera' in tre distinti momenti, ognuno con un tema specifico: una mostra di cimeli garibaldini, un convegno di studi con esperti e docenti, un concerto-spettacolo con il cabarettista Enrico Beruschi.
Il 'matrimonio' tra pubblica amministrazione comasca e massoneria ha un fondamento di base: Garibaldi, infatti, e' stato uno dei massoni di spicco del XIX Secolo.
La mostra comasca sara' inaugurata nel pomeriggio del 16 Settembre e sara' aperta al pubblico dal giorno successivo fino al 10 Ottobre. Il Convegno, invece, si terra' nella Sala Bianca del 'Casino sociale' posto sopra il Teatro Sociale e sara' coordinato da Paolo Gastoldi dell'Universita' di Pavia. Infine il concerto-spettacolo 'Fantasie Garibaldine' presentato ed animato da Beruschi a chiusura della giornata inaugurale.
Saranno proposte musiche dedicate a Garibaldi e scritte da Giulio Briccaldi, Stanislao Gastaldon, Giuseppe Verdi e Donato Lovreglio.
(AGI)

2) a Como, domenica 16 settembre: mostra, convegno di studi e concerto in omaggio all’Eroe dei due Mondi
“Garibaldi incarna i valori fondanti della Repubblica italiana e di tutti i democratici del mondo. Nella sua veste di edificatore della Nazione, per la sua umanità e per i suoi principi, fu di esempio per coloro che volevano creare un’Italia unita, libera, giusta e laica. E lo è ancora: il sogno garibaldino ossia l’ideale di una società civile libera costituisce, in un momento critico per il Paese caratterizzato dalla disaffezione dei cittadini nei confronti delle Istituzioni, un punto di riferimento etico, in quanto rappresenta la coscienza critica di coloro che non si rassegnano e operano fattivamente ed instancabilmente per il futuro”. Così il Gran Maestro Gustavo Raffi traccia il profilo di Giuseppe Garibaldi in occasione delle celebrazioni che saranno dedicate a Como all’Eroe dei Due Mondi. Garibaldi aderì alla Massoneria nel 1844 e, successivamente, nel 1864 divenne Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Propose l’affiliazione dei suoi principali ufficiali, tra i quali, Pietro Ripari, Francesco Nullo, Enrico Guastalla, Giuseppe Guerzoni, Giacinto Bruzzesi e del comasco Giuseppe Sirtori. Sarà proprio il Gran Maestro Raffi a ricordare la figura di Garibaldi Massone nel corso del convegno di studi che il Collegio circoscrizionale dei maestri venerabili della Lombardia del Grande Oriente d’Italia, in collaborazione con la loggia “Rosa Commacina” di Cernobbio, il Comune e i Musei civici di Como hanno organizzato per domenica prossima 16 settembre (ore 17,15), presso la Sala Bianca del Casino Sociale (Via Bellini, 3). Ricco il programma con interventi di storici e studiosi che saranno coordinati da Paolo Gastaldi, storico dell’università di Pavia e presidente del Collegio circoscrizionale lombardo. Il convegno affronterà i temi: Le lotte per la libertà e il volontarismo garibaldino (Anna Maria Isastia, università di Roma, “La Sapienza); Garibaldi in Lombardia (Mauro Guelfi, direttore del Museo storico di Guelfi); Vicende di un mito (Cosimo Ceccuti, università di Firenze), L’iconografia garibaldina (Anna Finocchi, Politecnico di Milano). Aprirà la giornata dedicata a Garibaldi la mostra “Cimeli garibaldini” che sarà inaugurata alle ore 16 presso i Musei Civici comaschi e presentata da Vittorio Gnocchini, Grande Archivista del Grande Oriente d’Italia. Alla figura di Garibaldi sarà dedicato, a conclusione del convegno, sempre nella sala Bianca del Casino Sociale, un concerto spettacolo “Fantasie garibaldine” con il cabarettista Enrico Beruschi. Saranno proposte musiche dedicate a Garibaldi e composte da Giulio Briccialdi, Stanislao Gastaldon, Giuseppe Verdi e Donato Lovreglio. Al flauto Mario Carbotta e al pianoforte Carlo Balzaretti.
(Grande Oriente d'Italia)
3) NUOVO LIBRO DI FULVIO CONTI
Fulvio Conti - La massoneria a Firenze - Editrice Il Mulino
Era il 9 maggio 1739 quando Tommaso Crudeli fu rinchiuso in Santa Croce nelle carceri della Santa Inquisizione: il suo peccato, essere affiliato alla loggia massonica di Firenze fondata dagli inglesi tra il 1731 e il 1734 e propugnare idee antireligiose. Prende le mosse da questi fatti il volume curato da Fulvio Conti e dedicato alla storia della Massoneria di Firenze, che segue di circa un anno il libro La Massoneria a Livorno, dal Settecento alla Repubblica, sempre curato dallo stesso storico e edito da Il Mulino. I saggi che compongono questo pregevole lavoro affrontano i nodi cruciali dello sviluppo della Massoneria a Firenze e provincia, partendo appunto dai fermenti culturali e politici a cavallo tra le fine del Granducato mediceo e l’instaurazione del governo lorenese, descrivendo la fisionomia della società durante il governo di Pietro Leopoldo, i risvolti del dibattito intorno al giansenismo, fino ai cosiddetti “anni francesi” (saggio di Renato Pasta). Molto complesse le tematiche affrontate nel secondo capitolo da Antonio Chiavistelli, che prende in considerazione gli anni tra la Restaurazione e l’Unità d’Italia, appoggiandosi in gran parte sulle carte del Buon Governo Toscano, vale a dire sugli atti della polizia granducale, in mancanza di documenti interni riguardanti casi significativi di logge massoniche. Il ricercatore, dopo aver affrontato in tema molto dibattuto del rapporto tra massoneria e carboneria e della composizione sociale di quest’ultima, si concentra sul tema molto stimolante della stampa clandestina e dell’emergere dell’opinione pubblica. Al contrario del terreno scivoloso dei rapporti di polizia, il lavoro di Anna Pellegrino nel terzo capitolo si concentra sui libri della loggia della Concordia, l’associazione massonica fiorentina postrisorgimentale più importante, nata nel 1861: si analizzano i fermenti dell’associazionismo nel periodo corrispondente all’Unità, i rapporti con la Fratellanza artigiana, gli strumenti di intervento a livello sociale (le attività filantropiche e di beneficenza), nonché il tema della composizione sociale della massoneria fiorentina, giungendo ad alcune conclusioni interessanti sulla questione della base piccolo e medio borghese del sodalizio liberomuratorio e sulle dinamiche politiche dei ceti emergenti del periodo. Il saggio di Laura Ceresi traghetta la ricerca nel primo Novecento. La Massoneria in Età Giolittiana compie un grande sforzo di penetrazione sociale e a livello politico si impegna nella direzione delle alleanze cosiddette “bloccarde”: perduto mordente il prezioso collante anticlericale, disorientata della guerra di Libia, incalzata da socialisti, nazionalisti e dai clerico moderati, la Massoneria fiorentina cercherà di ricompattarsi intorno ad un patriottismo radicale che in quegli anni significava l’allineamento con le parole d’ordine dell’interventismo. La saldatura tra Massoneria e primo fascismo è ben descritta da Roberto Bianchi nel capitolo successivo: “Al centro della nostra attenzione (...) più che la ricerca di legami, coperture politiche o intrecci finanziari (...) , è opportuno mettere le ragioni della sintonia tra popolo massonico e squadrismo fascista; motivi che si radicano nella mobilitazione bellica e nella lotta spietata condotta sul fronte interno durante la Grande Guerra.” Le strade delle massoneria e fascismo erano però destinate ben presto a divergere: le terribili giornate dell’autunno del 1925 e la cosiddetta notte di San Bartolomeo misero la parola fine ad un rapporto che aveva lacerato profondamente la società liberomuratoria anche a livello locale. Fulvio Conti conclude il volume prendendo in esame la rinascita della Massoneria fiorentina dopo la Liberazione. Il deciso orientamento antifascista della rinata società fu sancito dall’interdizione dei personaggi compromessi con il regime e l’accoglimento di fratelli iscritti e simpatizzanti delle sinistre. La Massoneria fiorentina inoltre volle riprendere le tradizionali battaglie anticlericali, che avevano ora come obbiettivo la Democrazia Cristina di Fanfani. Essa, come sottolinea Fulvio Conti, mantenne la tradizionale fisionomia borghese del periodo prefascista, ma non seppe incidere come in passato nella società né nella politica fiorentina.

Nessun commento: